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Biofotoni: luce cellulare ultra‑debole e funzioni vitali

biofotoni

I biofotoni sono delle deboli emissioni di luce che vengono emesse da qualsiasi cellula vivente, in particolare dai mitocondri e DNA. Queste particelle agiscono come onde elettromagnetiche.

Il campo elettromagnetico è anche un portatore di ritmo perchè non agisce sugli oggetti solo come un donatore di energia, ma anche come un donatore di ritmo, come un accordatore di strumenti musicali.

Il campo elettromagnetico appare come un insieme di fotoni quando riceve o cede energia.

Esperimenti scientifici

A.G. Gurwitsch negli anni venti scoprì che la punta di una radice di un bulbo tenuta vicino al fusto di una seconda radice ne stimola la divisione cellulare.

Gurwitsch dichiara che esiste una radiazione mitogenetica nella gamma UV.

Gli esperimenti furono confermati da D. Gabor premio nobel per la fisica nel suo laboratorio di Berlino.

Nel 1955 un gruppo di fisici italiani con una tecnica di fotoamplificazione cioè con l’impiego di fotomoltiplicatori riuscirono a dimostrare che le germe di cereali non trattati emettono una debole radiazione nella gamma ottica intorno ai 5000nm.

L’emissione fotonica ultradebole si manifesta in tutti gli organismi, il flusso va da un minimo cioè da 1 a migliaia di fotoni al secondo per centimetro quadrato di superficie d’emissione, per capire è poco percettibile come la luce di una candela a 20 chilometri di distanza.

Per ogni specie vivente c’è un’intensità massima, rilevabile nella gamma che va dall’infrarosso (IR) (800nm) all’ultravioletto (UV) (200nm).

Nel 1981 M. Rattemeyer in collaborazione con la facoltà di Citobiologia dell’Università di Kaeserlautern presentò la prova che la radiazione ultradebole ha origine dal DNA.

A cosa ci servono i biofontoni ?

I biofotoni sono i più sensibili indicatori dei processi biologici; sono degli “informatori non invasivi”.

Forniscono informazioni dell’oggetto esaminato senza disturbare o danneggiare l’oggetto stesso.

Ecco perchè possono essere utilizzati nel controllo della qualità di genere alimentari, analisi farmacologiche e tossicologiche, così la sperimentazione animale può essere abolita.

Diagnosi precoce di alcuni stati patologici, e nella ricerca biologica di base; ad esempio se due piante uguali sono coltivate con diversi metodi di concimazione i biofotoni lo possono rivelare.

Se le piante sono coltivate in condizioni giuste e come madre natura ci insegna, l’emissione fotonica è rilevabile.

Quindi gli alimenti possono essere valutati per la loro qualità in base alla capacità fotoaccumulatrice dell’alimento stesso è non in un elenco di biochimica analitica.

Da cosa vengono trasportati i biofotoni nel nostro organismo ?

Nel 1975 furono scoperte le endorfine da J. Hughes e H. Kosterlitz.

Questi messaggeri chimici vengono prodotti dall’ipofisi e dal mesencefalo, nel talamo hanno un’azione analgesica, perché vanno ad agganciarsi a determinati recettori inibendo così la conduzione della sensazione dolorosa. Quando il tessuto nervoso viene eccitato elettricamente si ha emissione fotonica, quindi potrebbe essere la comunicazione nervosa una comunicazione biofotonica. I neurotrasmettitori avrebbero la funzione di trasportare i fotoni nello spazio sinaptico con un effetto di fotoamplificazione.

Cibo come informazione

La maggioparte dell’energia del cibo viene trasformata in calore. Il calore organico è importante perché è una misura del lavoro necessario per mantenere l’ordine del sistema biologico e controlla le influenze esterne.

Gli elementi nutritivi donano il calore necessario per mantenere l’ordine con il minimo impiego di energia.

Nel regno vegetale questo effetto viene raggiunto dal sole, i fotoni solari.

Le piante rappresentano l’alimento principale per il regno animale, queste utilizzano la luce del sole per la produzione di calore, per la crescita, e formano dei depositi dove vengono accumulati i fotoni. Il glucosio formato da anidride carbonica e acqua imprigiona la luce solare.

Un alimento genuino non è solo una somma di nutrienti utili per il fabbisogno giornaliero, ma anche un concentrato di forza, di energia vibrazionale eterica che viene donata dal sole agli elementi della natura.

Molte ricerche evidenziano la capacità di accumulo fotonico degli alimenti vegetali si correla bene alla loro qualità. Una cattiva e non naturale concimazione può portare un disequilibrio dell’apporto di minerali.

Quello che conta nel cibo è l’informazione che porta, l’energia, la frequenza che dona all’organisnmo.

cielo con sole

Tutto è energia e vibrazione.

Tutto oscilla, ogni elemento, ogni cibo, ogni essere vivente, tutti i regni della natura hanno una propria frequenza vibratoria rintracciabile.

Ogni alimento è composto da vari nutrienti, ogni nutriente è un condensatore di forza, di energia con una sua specifica frequenza vibrazionale; questa energia si trova solo nei prodotti sostenibili naturali, non nei prodotti modificati o artificiali.

L’energia vitale che contiene il cibo sano per le scienze olistiche è misurabile, ed anche per Fritz-Albert Popp è misurabile e rintraccibile.

Nella storia ci sono stati molti ricercatori che si sono occupati di questo argomento esempio l’ingegnere francese André Simoneton che riusciva a misurare le radiazioni emesse dalle persone, dai cibi, ecc.. utilizzando il Biometro di Bovis in Anstroms (A), un contatore Geiger, un acceleratore di particelle Popper, una camera ionizzante di Wilson.

Prendiamo come esempio alcuni cibi con un ottimo valore vibrazionale, sono chiamati alimenti superiori con una vibrazione sopra i 6500 A, esempio: ceci, melanzane, olio d’oliva, orzo, ribes nero, cicoria, patate, porri. La frequenza dipende dallo stato di freschezza, dalla coltivazione, dalla preparazione, dall’abbinamento.

Le ricerche sui biofotoni, la bioenergia contenuta negli alimenti sono state portate avanti dal dott. Fritz-Albert Popp, nato a Francoforte sul Meno in Germania.

Proprietà dei biofotoni e loro implicazioni Dott. Fritz-Albert Popp su National Library of Medicine

Bibliografia

F.A. Popp, Biophotonen, Scriftenreihe Krebsgeschehen 1976.

F.A. Popp, Nuovi Orizzonti in medicina (la teoria dei biofotoni) nuova IPSA editore1983

F.A. Popp e L.V. Beloussov ; Integrative Biophysics: Biophotonics (2010)

F.A. Popp Biophotonen – Neue Horizonte in der Medizin: Von den Grundlagen zur Biophotonik (German Edition) 


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