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Iridologia: il linguaggio nascosto dell’iride per comprendere la psicosomatica e raggiungere un benessere

L’iride è quella sottile parte colorata dell’occhio che ci rende unici: azzurri, verdi, nocciola o castani, ognuno di noi porta nel proprio sguardo un’impronta personalizzata. Ma l’iride non è solo un dettaglio estetico: è un organo affascinante, ricco di funzionalità e di misteri ancora oggi studiati dalla scienza.

Storia dell’iridologia

La storia dell’iridologia è antichissima

Le prime tracce di osservazioni dell’occhio risalgono a migliaia di anni fa:

Molte ricerche hanno costato che ancora prima del 4000 a.C. venivano fatte delle ricerche iridologiche, tracce di queste ricerche sono state ritrovate in antichi libri di medicina naturale indiana (Ayurvedica) e cinese. L’iridologia veniva studiata sopratutto con interesse per capire la relazione degli esseri umani con la natura e il cosmo.

L’imperatore Chen Lung nel 1724 propone la suddivisione dell’iride in cerchi concentrici. Nel trattato Yi Zong Zin Zian pubblicato nel 1742 vengono indicate otto zone dove per riflesso corrispondono ad organi e visceri e le rispettive funzioni organiche.

Nel II millennio a.C. la cultura egizia vede un grande sviluppo per iridologia. L’occhio è per l’uomo il simbolo del sole, Horus il figlio di Iside e Osiride.

In Egitto nacquero i primi oftalmologiiridologi chiamati “Swnw Irty“.

Nel papiro di Erbs compilato nel 1500 a.C. leggiamo: “Un occhio in cui è apparso ogni evento infausto”. Troviamo anche in alcuni testi egizi lo studio dell’iridologia (Berlino 3038, Carlberg VIII).

Ippocrate fondatore dell’arte medica occidentale nel libro Epidemie scrive “tali sono gli occhi, tale è il corpo”..

Lo Studio dell’occhio era importante per avere delle informazioni costituzionali del soggetto e Ippocrate collegava sia la struttura e il colore come una indicazione di salute o malattia e su questo la nutrizione naturale aveva un’influenza dominante.

Aristotele nel suo testo prezioso “Scienza della Fisiognomica del Segreto dei Segreti” parla dell’iridologia e la corrispondenza delle macchie con un stato di non salute.

Hildegard Von Bingen, era una bravissima iridologa conosciuta anche come Santa Ildegarda nasce ad una ventina di chilometri da Mainz, decima e ultima figlia di Ildelberto e Matilda Vermessheim, signori di Bermersheim, in Renania, e morì ottantunenne nel 1179.

Nel suo Causae et curae descrive il colore dell’iride da un punto di vista psicosomatico facendo un’attenta analisi del temperamento del soggetto. In base alle varie problematiche attribuiva un rimedio naturale.

Paracelso a proposito dell’iridologia scrive: “considerate l’occhio nella testa quale arte ammirevole è costruito e come il corpo ha impresso così meravigliosamente la sua anatomia in quest’organo e vi ha lasciato la sua impronta che deriva la conoscenza della medicina“.

Phylippus Meyens fu l’autore del trattato Chiromantica medica o Phisiognomia medica pubblicato a Le Haye nel 1665. Questo trattato è uno studio eccellente dell’iridologia, tratta i segni riflessi della condizione dell’intero organismo sull’iride, sclera, palpebre, pupilla; una concezione simile la Tradizione Medica Cinese.

Nell’iridologia moderna abbiamo tantissimi iridologi che hanno contribuito alla ricerca e alla diffusione nel mondo di questa disciplina.

Cito solo alcuni di loro perchè sono tantissimi:

Medico ungherese Ignatz von Peczely nel XIX secolo contribuì allo sviluppo dell’iridologia moderna

Dalla scuola tedesca Josef Angerer e Josef Deck, Joseph Karl, e Emanuel Felke conosciuto come “l’abate Felke” grazie anche a lui si diffuse l’iridologia in tutta Europa.

Dalla scuola russa Velkover, Markaciuk, Bondur.

Dalla scuola francesce Leon Vannier famosissimo naturopata padre dell’omeopatia francese. Inoltre abbiamo Andrè Roux, Pierre Fraignay.

Della scuola spagnola Guillermo Rubilanza e Antonio Aguillera scopritori dell’orlo pupillare interno.

Della scuola americana uscirono Melmauer che contribuì per i suoi studi sulla sclerologia, e Jensen naturopata-iridologo-nutrizionista famoso in tutto il mondo.

L’ Olandese John Vriend esperto iridologo e consulente nutrizionale ha diffuso l’iridologia in Australia e Nuova Zelanda.

Dalla scuola italiana abbiamo Luigi Costacurta, Siegfried Rizzi, Emilio Ratti e Sebastiano Magnano, Lucio Birello, Daniele Lo Rito, Loredana Turi, Giovanni Nuti, Rudy Lanza ecc…..

Colore dell’iride

L’iride può essere blu, verde, nocciola, marrone scuro o combinazioni intermedie uniche. Il colore dipende dalla quantità e dal tipo di melanina: più melanina → iride più scura, meno melanina → più chiara, dal Temperamento o Costituzione del soggetto, dallo stile di vita, dall’alimentazione, dallo stato psicosomatico ecc…

Iridologia: l’arte di leggere gli occhi

L’iride non è solo una parte affascinante del nostro sguardo, ma anche un organo sofisticato che svolge funzioni vitali e, in un certo senso, ci rende unici. Guardare negli occhi di qualcuno non è quindi solo un gesto emotivo: è osservare un piccolo, complesso universo biologico, e psicosomatico capace di raccontare la parte più nascosta di se stessi, la genetica e l’individualità.

Perché provare l’iridologia?

Chi si avvicina a questa disciplina lo fa spesso per curiosità. L’iridologia può aiutare a:

  • Conoscere meglio il proprio corpo e le sue tendenze.
  • Riflettere su stile di vita e abitudini alimentari.
  • Scegliere rimedi naturali o percorsi di benessere personalizzati.

È importante ricordare, però, che l’iridologia non sostituisce il medico: non è uno strumento diagnostico. Piuttosto, è un complemento, un’occasione per ascoltare il proprio corpo con maggiore attenzione.

Il fascino dello sguardo

Al di là delle controversie scientifiche, l’iridologia ha un merito: ci ricorda quanto i nostri occhi siano preziosi. Non solo per vedere il mondo, ma anche per capire un po’ di più di noi stessi. Guardarli con attenzione può essere un piccolo gesto di cura e consapevolezza.

La pupilla nera al centro sembra una “porta” verso il fondo dell’occhio, mentre l’iride colorata dà profondità e vita allo sguardo.

La luce gioca un ruolo importante: può far risaltare sfumature più chiare o scure e far sembrare l’occhio più brillante o più intenso.

L’iride: il piccolo universo dei nostri occhi

L’iride è un anello muscolare situato tra la cornea e il cristallino. La sua principale funzione è regolare la quantità di luce che entra nell’occhio: in ambienti luminosi si restringe, in penombra si dilata, proteggendo la retina e ottimizzando la visione. Questo movimento è automatico e rapidissimo, e avviene grazie ai due muscoli principali dell’iride: il muscolo sfintere, che restringe la pupilla, e il muscolo dilatatore, che la allarga.

Oltre a controllare la luce, l’iride ha delle sue caratteristiche:

  • Protezione della retina: filtra la luce intensa e i raggi UV, riducendo il rischio di danni.
  • Espressione emotiva: i movimenti della pupilla e la dilatazione possono indicare stati emotivi, come sorpresa o paura, anche se in modo inconscio.
  • Segnali di salute: alcuni ricercatori suggeriscono che alterazioni dell’iride possano riflettere problemi oculari o sistemici, anche se molte di queste teorie restano oggetto di studi in corso.
  • Ogni iride è unica: anche i gemelli identici hanno occhi differenti.
  • L’iride si sviluppa nell’utero e può avere sulla fibra dei cambiamenti in base allo stile di vita.
  • Alcune persone hanno l’iride di due colori diversi, condizione chiamata eterocromia.

Come funziona?

Ogni zona dell’iride rifletterebbe lo stato di un organo o sistema corporeo. Colori particolari, macchie o linee sottili diventano indizi da interpretare. Gli iridologi utilizzano lenti d’ingrandimento o speciali fotocamere (iridoscopi digitali) per osservare questi dettagli.

Metodo

La Nutripsicosomatica ® è un metodo che ho registrato e consiste in una consulenza informativa ed educativa per un benessere psicofisico.

Ecco i punti chiave del metodo:

  1. Valutazione individuale del Temperamento di base e della costituzione.
  2. Analisi delle abitudini alimentari, dello stile di vita e dello stato emotivo della persona.
  3. Connessione mente-corpo – Riconoscimento dei legami tra emozioni, stress e manifestazioni fisiche (ad esempio mal di testa, digestione difficile, tensioni muscolari).
  4. Alimentazione naturale: per supportare l’equilibrio PSICOSOMATICO e il riequilibrio del Temperamento di base.
  5. Tecniche di gestione emotiva – Strategie come mindfulness, respirazione consapevole o esercizi di rilassamento per ridurre l’impatto dello stress sul corpo.
  6. Tecniche naturopatiche: inserimento in base al temperamento personale delle varie tecniche naturopatiche: riflessologia, cristalloterapia, silvoterapia, nutrizione naturale, floriterapia, ecc…
  7. Monitoraggio e adattamento – Revisione dei progressi sia fisici sia emotivi, con aggiustamenti al piano alimentare e alle pratiche psicocorporee.

Nella nutripiscosomatica viene anche considerato L’esercizio fisico, la respirazione energetica, la scelta delle materie prime etiche e sostenibili (cibi genuini), l’aspetto sociale e ambientale, la situazione psicofisica, l’ energia degli alimenti in analogia alla medicina orientale, tree therapy olistica (l’energia degli alberi in analogia alla medicina giapponese), le essenze energetiche olistiche, la cucina naturopatica, l’ analogia simbolica con cristalli, metalli, e pietre, l’atteggiamento mentale, le condizioni climatiche, gli esercizi per il benessere mentale, la cromoterapia olistica naturopatica (analogia dei colori), l’aromaterapia olistica naturopatica (analogia dei sapori e profumi).

Nella consulenza personalizzata vengono utilizzate varie metodologie per capire il temperamento/costituzione della persona, ad esempio:

  1. l’enneagramma
  2. le tecniche complementari in medicina orientale
  3. l’Iridologia olistica
  4. il colloquio
  5. il metodo analitico dei temperamenti
  6. la tecnica siderale
  7. la fisiognomica
  8. la riflessologia
  9. la radionica.

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